Le parole dell’ormai ex portiere
Sul lungo viaggio con i guantoni addosso Simone Fovanna, che ha annunciato qualche giorno fa il ritiro dal calcio giocato, afferma: «È stata l’avventura della mia vita, la mia routine dai 5 anni in avanti. Già un anno avevo provato a smettere per altre ragioni personali, ma ero dovuto tornare perché mi mancava troppo. Questa è una situazione diversa, sebbene non sia nemmeno in questo caso una scelta a cuor leggero. Tutte le mie amicizie sono legate al mondo del calcio, ho tessuto relazioni che continuano tutt’ora. È stato qualcosa in più che un semplice gioco». Fovanna ha frequentato per tanti anni, fin da giovanissimo, l’Eccellenza, la Promozione e la Prima Categoria. Ci sono un paio di stagioni che spiccano nella lista dei suoi personalissimi ricordi. «La prima che cito con affetto è quella in cui vincemmo il campionato con la Juventus Domo – racconta –. Era l’ormai lontano 2012. E poi la seconda fu la salvezza in Eccellenza ai play-out con l’Omegna, nel mio secondo anno in rossonero. Tuttavia, ricordo con il sorriso anche altre stagioni meno positive perché poi quello che davvero resta sono i rapporti». Infine, un’ultima analisi su come è evoluto il ruolo: «Si è evoluto a velocità folle rispetto a quando ho iniziato. Anche soltanto a livello podalico i movimenti sono cambiati notevolmente. Oggi si fanno allenamenti per il posizionamento dei piedi che a inizio anni Duemila non avresti mai pensato».
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