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E’ addio tra Ghizzinardi e la Paffoni

Dopo tre stagioni

(Da Comunicato Stampa)

La Paffoni Fulgor Basket e Marcello Ghizzinardi si salutano. Un addio condiviso e consensuale, colmo di gratitudine e rispetto reciproci, nel segno di un legame vero, schietto e sincero. ” Confesso di essere in difficoltà, perchè il rapporto quotidiano che ho avuto in questi tre anni con Marcello- le parole del direttore sportivo Michele Burlotto- mi hanno portato a conoscere un professionista serio ed esemplare e soprattutto un uomo speciale, che ha saputo incarnare dal primo all’ultimo giorno lo spirito Fulgor, fuori e dentro dal campo. Con lui abbiamo vissuto tre anni ai vertici, tre anni di enormi soddisfazioni, di tante gioie e poche delusioni. Ed è proprio nelle delusioni che abbiamo cementato il nostro rapporto: credo fosse per certi versi fisiologico, dopo tre finali di stagione così, un cambio. Ma questo non è un addio, ma un arrivederci. Marcello non è stato solo l’allenatore della Paffoni, ma un amico per tanti di noi- la chiosa di Burlotto. Parole al miele da parte del tecnico di Codogno. ” Si chiude in modo “naturale” un ciclo triennale molto intenso e ricco di soddisfazioni. Abbiamo vinto l’ 80 % delle partite, partita più partita meno-spiega Ghizzinardi- abbiamo sempre giocato l’ultima partita della stagione a giugno e questo vuol dire che qualcosa di buono si è fatto; certo questa ultima partita non è stata vincente, ma nello sport, quando trovi qualcuno più bravo, devi essere orgoglioso di ciò che hai fatto e non ha senso rammaricarsi oltre misura. Abbiamo sempre giocato anche la prima settimana di marzo… e questo vuol dire che siamo sempre stati continui sin da inizio stagione essendoci qualificati sempre per le final eight, due volte si è pure vinto. È mancato un pizzico di fortuna ma anche questo fa parte del gioco. Voglio ringraziare tutta la gente di Omegna, tutti i giocatori che ho allenato in questi tre anni, non solo quest’ultimo, tutti uomini prima che atleti, tutti i componenti del mio staff, anche qui di tutti i tre anni, e naturalmente tutta la dirigenza, vecchia e nuova. Farò solo un nome per non far torto a nessuno, il ringraziamento speciale a Ugo Paffoni che mi ha permesso di lavorare facendo ciò che mi piace in questi tre anni. Ma soprattutto voglio abbracciare calorosamente quelle persone che si sono prese cura di mia mamma nei primi mesi della mia esperienza Omegnese. Grazie di cuore”

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