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Promozione, più giovani in squadra sì o no: sentiamo il Piedimulera

Parola al presidente gialloblu Beniamino Tomola

Più giovani obbligatoriamente in campo e nelle rose dal prossimo anno in Eccellenza e in Promozione? La proposta è stata avanzata in una delle ultime video-riunioni dai vertici del calcio dilettantistico piemontese. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre i costi per le società in Eccellenza e in Promozione in seguito alla grave emergenza sanitaria ed economica del nostro paese. Non a tutti, però, questa soluzione piace e appare risolutiva. Anzi per alcuni rappresenterebbe più uno svantaggio che un vantaggio, non soltanto dal punto di vista agonistico e sportivo, ma anche e soprattutto da quello economico. La vede in questa maniera Beniamino Tomola, presidente del Piedimulera. «Per le società più piccole aumentare il numero di giovani da impiegare obbligatoriamente sarebbe un bel problema – spiega –. Non avendoli in casa dovremmo attingere da realtà più grandi e a questo punto si presenterebbe il gravoso limite dei premi di preparazione. Parliamo di 2.250 euro per ragazzo e se ne devi avere tra gli otto e i dieci in rosa arrivi presto a sfondare il tetto dei 20mila euro solo per i premi di preparazione. L’altra alternativa è il prestito, ma anche in questo caso bisogna sborsare per ciascun giocatore dai 1.500 ai 2mila euro». Tomola boccia l’idea anche per un altro aspetto. «I giovani devono giocare per meritocrazia, non per obbligo – afferma –. Il problema è già annoso oggi: il 90% dei ragazzi non più under retrocede a giocare dalla Promozione alla Seconda o Terza Categoria». 

Andrea Calderoni

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