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Ti Ricordi Quando il Verbania del 92-93

nel pezzo storico di Gianluca Trentini riviviamo la stagione dei biancocerchiati agli inzi degli anni ’90.

Se si dovesse andare a cercare il campionato più avvincente della recente storia del Verbania Calcio non avremmo dubbi e risponderemmo il campionato di eccellenza 1992/93. Un anno che ha risaltato la tifoseria, che ha riportato il Verbania in Interregionale dopo la retrocessione del 1991, Un campionato che vale la pena raccontare, che ha visto una squadra imbattuta sul campo, sconfitta solo a tavolino, una squadra con un attacco impressionante e con un tridente che forse mai più si è visto giocare al ‘Campo Sportivo’. Siamo nel 1992, anno da ‘Fisico Bestiale’ come quello che cantava Luca Carboni. In effetti il 1992 fu uno spartiacque tra le stagioni del benessere e del disimpegno anni 80 e l’era attuale, se vogliamo. Il mondo stava cambiando, i muri che dividevano l’est e l’ovest ormai crollavano, come se si cominciasse a capire che la frase ‘Sun in wintertime’ contenuta nel celebre brano dei Pet Shop Boys  ‘Go West’ (che poi era dei Village People ma va bene lo stesso)  riferita al mondo dell’ovest era vera. Grande Madre Russia si stava sfaldando, in Jugoslavia si era nel bel mezzo di un conflitto, in Romania si era in piena era post Ceausescu, Solidarnosh aveva dato una parvenza di democrazia in Polonia. L’est si stava sgretolando insomma. In Italia il segno dei tempi si materializzò nell’inchiesta ‘mani pulite’ che avrebbe spazzato via il vecchio sistema e che sarebbe peraltro arrivata anche a Verbania. Il periodo però era ancora tanto florido in città, da poco capitale di Provincia. A Pallanza, Intra, Suna ma un pochino un tutta la nuova provincia si viveva davvero bene, c’erano ‘dindi’, c’era lavoro e tutto funzionava alla grande. Ovvio che anche nello sport questo benessere era ben radicato. Dopo la bella tappa del Giro d’Italia (qualcuno ventilò l’intenzione di far arrivare una tappa del Tour de France ma il tutto probabilmente fu solo una leggenda metropolitana) le attenzioni degli sportivi verbanesi si spostarono sul calcio con il Verbania che ovviamente era il club di riferimento, seppur non l’unico della città. La stagione 1991/1992 vide i lacuali in eccellenza o meglio nel nuovo campionato di eccellenza che proprio in quella stagione vide la luce. Al termine della travagliata stagione 90/91 i lacuali retrocedettero in Promozione della serie Interregionale dove militavano da due stagioni. La squadra venne però ammessa all’eccellenza regionale sempre con Adelmo Paris allenatore e pareva correre anche forte con l’arrivo di una punta di grande spicco come Paolo ‘fenomeno’ Fera e di un attaccante toscano fisicato e potentissimo: Fausto Belli. L’annata però non fu eccezionale: il Verbania chiuse sesto dopo un crollo nel girone di ritorno quando lasciò spazio allo Chatillon. In quel giugno 1992 nel quale il senatore americano William Jefferson Clinton divenne candidato democratico a sfidare il presidente uscente George Bush (padre) alle successive presidenziali che lo avrebbero visto eletto, si arrivò ad un momento importante. La famiglia Tamboloni con Emilia Podestà e Piero Tamboloni in primo piano, lasciò il club dopo sei stagioni, nuovo presidente fu Pierangelo Colombo, broker assicurativo per ‘Ucabail Italia’ e figlio di uno dei fondatori del club. L’obiettivo era semplice, molto in linea con quel periodo. Cercare di riportare il Verbania in alto; riportarlo almeno in quarta serie e magari oltre. Carlo Pedroli rimase come direttore sportivo, uomo cardine del club, con le sue infinite conoscenze e la sua enorme rete di contatti. Primo passo il cambio di guida tecnica con l’arrivo di Mario Guidetti, l’ala degli anni 70 che poi giocò nel Vicenza e nel Napoli.Un nome che dava continuità alla tradizione dei giocatori della Serie C verbanese diventati allenatori, pensateci: Cesare Butti allenò dal 1986 al 1988, Egidio Calloni nella stagione 88/89 (subentrando a Luciano Covre), vi fu poi Adelmo Paris dal 1989 al 1992 ed ora Guidetti: tutti facevano parte di quel mitico Verbania che nella stagione 71/72 pareva poter puntare alla B. Insieme a Guidetti tornò nello staff del club lacuale come allenatore in seconda ed allenatore dei portieri Oscar Gattico, nome importante per la storia verbanese poiché fu il tecnico dello scudetto Beretti che il Verbania vinse nel 1971. Tornò dopo alcuni anni, lui che aveva anche guidato la squadra stessa in Promozione nelle stagioni 77/78, 79/80 e 80/81. Fu un mercato estivo di altissimo livello quello diretto da Pedroli che aveva molto da spendere: rimasero giocatori come il difensore Stefano Merelli, il giovane centrocampista Francesco Vernoli, l’altrettanto giovane difensore Gianni Calafiore, l’esterno Luca Sala, la bandiera Rodrigo Gaiardelli, il fantasista Danilo Bonazzi, l’amato Luca Luoni e l’attaccante Fausto Belli. Una gran bella ossatura a cui vennero aggiunti giocatori di categoria se non di categoria superiore: dal Novara venne preso il portiere Paolo Vianoli, che in azzurro era chiuso da Enzo Bettini, i difensori Michele Valentino dallo Sparta Novara e Franco Caracciolo dall’Iris Oleggio, giocatori di grandissima esperienza. Arrivò la punta Ivano Conte dal Bellinzago che già aveva vestito la maglia biancocerchiata e tornò a casa Marco Livorno che aveva militato per una stagione e mezza nella Iris Oleggio. Arrivarono anche i giovani Maroso e Perotti. Insomma senza girarci attorno quella che nell’agosto del 1992 si presentava in ritiro era una corazzata, che subito in molti addetti ai lavori additavano come favorita. Ed in effetti non è che si sbagliarono molto: stava per iniziare una delle cavalcate più significative che la storia del nostro calcio ricordi. Il girone di eccellenza nel quale venne inserito il Verbania in un girone classico che prevedeva i derby con Borgosesia, JuveDomo, Borgomanero, Omegna, Arona e Virtus Villa. Le favorite? Oltre al Verbania trovavano molti crediti la Biellese o meglio il Vigliano Biellese nato dopo la crisi della Biellese storica, la Valenzana ed il Derthona.  Tutte manterranno le aspettative tranne i leoncelli. Era il settembre del 1992 e mentre la nostra vecchia e cara Lira subiva una svalutazione partiva la stagione con la prima gara interna contro il Libarna; una gara che il Verbania vince 3-1 aprendo alla grande il campionato. L’inizio però è suspence. Ghigo Gaiardelli risultava squalificato per una giornata, squalifica rimediata a fine della scorsa stagione precedente. Successe che il DS Carletto Pedroli, convinto che la giornata si potesse scontare in Coppa Italia, fece star fuori il centrocampista in Coppa utilizzandolo in campionato: ovvio il ricorso del Libarna e situazione sub judice. Ah il Pedro… Se si convinceva di una cosa mica tornava indietro. Da qual momento li però la corsa è diventata impressionante, proprio come quella della Williams di Nigel Mansell sfigatissimo (mi si passi il francesismo, era uno veloce veloce ma anche uno scarognato cronico) britannico che nel 1992 dopo averne buttati nel ce… ehm alle ortiche almeno due vinse finalmente il mondiale di F1. Vinse il titolo ed i vertici della Williams dopo le necessarie e dovuto congratulazioni lo ‘seccarono’ dicendo: “Ah sai la novità? Per l’anno prossimo abbiamo preso Alain Prost, sai com’è il nostro motore è Renault ed i francesi vogliono il transalpino, quindi grazie di tutto e stacci bene”. Ovvio fare le valige e manco in F1 ma in Indycar… poi ditemi che i baffone non era sfigato… Il Verbania non perde mai, regala spettacolo ed esalta un pubblico tornato numerosissimo. Dopo le vittorie di Tortona per 3-0, ed a Borgosesia, dove sotto 1-0 Livorno e compagni vincono 3-1 i ragazzi di Mariolino Guidetti battono 2-0 la Valenzana allo Stadio dei Pini e balzano in testa. Si sfiorano i paragoni con il Milan di Fabio Capello che a quei tempi dominava in A e non perdeva mai. La partita interna contro la Biellese è molto chiusa ma ci pensa una punizione bomba di Luca Luoni a sbloccarla, seguita dal solito golletto dell’idolo ‘bomber’ Belli. Insomma il Verbania è un treno ed è campione d’ Inverno, ha fatto un pochino corsa a se, un campionato a parte ‘ Living on my Own’ si potrebbe dire. Il ritorno inizia al Luigi Bailo di Libarna dove finisce 0-0. Prima tegola: Luca Luoni si fa seriemente male e la sua stagione finisce li. Non finisce qua però arriva la mazzata della Federazione. Il risultato della prima giornata è tramutato in uno 0-2 a tavolino per il Libarna, il Verbania perde due punti ed i biancocerchiati sono raggiunti a 33 punti dal Libarna stesso e dalla Biellese. Sono i giorni nei quali a Palermo il gruppo dei Carabinieri del ‘Ros’conosciuto come ‘Crimor’ arrestò il boss mafioso Totò Riina, l’uomo che guidava il gruppo era il capitano Sergio De Caprio conosciuto come ‘Capitano Ultimo’. Pochi giorni dopo quella decisione a Verbania scende il Borgosesia. Nevica a Verbania ma l’opera dei tanti tifosi appassionati, compresi gli ultrà che allora c’erano ed erano numerosi, riuscirono a preparare il campo. Fatto sta che nei primi 20 minuti Vianoli (protagonista di una stagione favolosa) ne prende due. Finita li? “Ci precipita il morale giù”? Come di li a poco canterà Ruggeri nel Sanremo che andrà a vincere? Beh parrebbe ma non è stato così: i granata ne segneranno un altro ma tre gol di Fausto Belli, uno di Ivano Conte ed uno di Livorno scrivono un clamoroso 5-3 per il Verbania. Belli-Livorno-Conte, un tris d’attacco così probabilmente il Verbania non lo ha più avuto_ potenza, classe purissima e grande capacità. La gara non solo ha dato un morale incredibile ai lacuali ma li ha rimandati in testa, dato che la Biellese e il Libarna si fermano. Va segnalato un gran gol di testa da fuori area (incredibile) di Livorno col Derthona. Dopo di che ecco proprio la gara di ritorno contro il Vigliano Biellese. Lo stadio Lamarmora è invaso dai tifosi del Verbania scesi davvero a centinaia,  e la gara ha un solo colore. Il protagonista della giornata è il portiere Giovanni Bagnalone che davvero prese tutto il prendibile. I lacuali però giocano benissimo quella partita, la Biellese mai passò la metà campo ed al 63° arrivò la gloria: cross al millimetro da destra di Marco Livorno, colpo di testa di Fausto Belli e palla nel sacco. Il Verbania vince a Biella e i bianconero vanno a sei punti di distacco. Peraltro ci sono anche belle iniziative come il premio che la società vinse nel concorso indetto da Acqua Vera: una fornitura di bancali su bancali di acqua grazie ai voti dei tifosi. La forma della squadra è impeccabile, fa davvero un grande ‘baccano’ come quello cantato dalla Nannini e da Jovanotti. Ormai il Verbania è un meccanismo perfetto: vince sette partite consecutive contro l’Omegna, l’Arona, la Juve Domo, il Caltignaga (storica rissa nel fine partita che vide protagonista anche il mitico massaggiatore Augusto Begni), Trino, Trecate e Valenzana. Nessuno pensa che il Verbania possa toppare il successo in campionato: la Biellese crolla, il Libarna scende a 4 punto di ritardo e mancano solo tre giornate. Lo 0-0 col Monferrato non preoccupa: penultima giornata: una vittoria a Novi Ligure contro la Novese garantirebbe la promozione. I lacuali però forse cominciano a risentire delle fatiche della grande corsa e pareggiano ancora: 0-0 che comunque mantiene i lacuali in testa: nell’ultima giornata contro il Virtus Villa basta un punto. Davanti a 1200 spettatori è la classica partita di fine stagione con tutti che fanno il giro giro tondo e la palla manco la guardano. Sembra uno 0-0 scritto ma il giovane Gian Maria Ceglie porta avanti i lacuali. Il Villa andrà a pareggiare ed al triplice fischio arriva la promozione del Verbania dopo un campionato che mai lo ha visto sconfitto sul campo ma solo in un’aula di giudizio sportivo. In quei giorni il clima in Italia si stava inasprendo ed a poco anche a Verbania sarebbe stato così: a Roma, davanti all’Hotel Raphael, Bettino Craxi fu bersagliato da centinaia di monetine; l’immagine storica di un sistema politico che ormai era crollato. Vi fu comunque festa a Verbania e il 20 maggio del 93 la promozione venne festeggiata in un pomeriggio piovoso con l’amichevole tra i bianco cerchiati e l’Inter di Bagnoli che vinse 3-0 coi gol di Pancev, Fontolan e Berti. Peraltro in quella stagione anche l’Intra di Carlo Gasparini ed Osvaldo Palese con in panchina la coppia Cesare Butti – Rinaldo Piraccini vinse il campionato di 1^ categoria salendo in Promozione. Qualche numero stile ‘Dribbling’ (ricordate la sigla? One of these days’ dei Pink Floyd col suo basso asfissiante?); i biancocerchiati chiusero a 54 punti, poi Libarna a 51, Biellese a 41, Borgosesia a 38, Valenzana a 34, Juvedomo a 39, Novese a 33, Borgomanero, Monferrato e Caltignaga a 32, Omegna a 31 come Ovada e Trino, Trecate, Fulvius Valenza e Derthona a 30 con questi ultimi retrocessi per differenze varie insieme a Virtus Villa e Arona rispettivamente con 29 e 20 punti. Decisivo fu il tridente verbanese che realizzò da solo ben 42 gol: 22 le reti di Fausto Belli, 10 a testa per marco Livorno ed Ivano Conte, poi 4 gol di Gaiardelli. 3 di Luca Sala, due per Luoni e Valentino ed una per Ceglie. La formazione di quella annata li è indimenticabile: Vianoli, Merelli Caracciolo, Luoni (Vernoli), Calafiore, Valentino, Sala, Gaiardelli, Belli, Livorno, Conte. In panchina Tedesco, Diana, Sena, Bonazzi, Maroso e Perotti. “Portaci portaci portaci in Europa, oh Colombo portaci in Europa”, il coro che si sentiva allo stadio in quei giorni; il futuro però non fu così roseo perché nel campionato successivo il Verbania retrocedette in eccellenza dopo lo spareggio di Gallarate col Seregno (e l’infortunio di Livorno) e Pierangelo Colombo si disimpegnò presto. Su e giù, alti e bassi: è un po’ stata sempre la storia di questo club. Quella stagione però regalò ai tifosi una delle squadra più amate della storia biancocerchiata.  Ora non so perché ma mentre scrivo queste righe finali mi salta in mente il brano ‘In This Country’ di Robin Zander, tema musicale di apertura del film ‘Over The Top’… Beh  forse perché quel Verbania li il top lo ha toccato…

Gianluca Trentini

In piedi da sinistra: Sena, Vernoli, Merelli, Vianoli, Valentino, Caracciolo, accosciati: Luoni, Conte, Sala, Livorno, Belli.
In piedi da sinistra: Sena, Vernoli, Merelli, Vianoli, Valentino, Caracciolo, accosciati: Luoni, Conte, Sala, Livorno, Belli.

I PROTAGONISTI

Adelmo Paris: in convalescenza dopo un incidente…

Paolo Fera: a Verbania fece il ‘fenomeno’ per un girone, poi andò in calando…

Bill Clinton: avrebbe potuto diventare il primo ‘first hausband’

Famiglia Tamboloni: gestisce una gelateria ad Intra…

Carlo Pedroli: quella fu la sua ultima vera grande stagione, oggi lo stadio porta il suo nome…

Mario Guidetti: allenò il Verbania anche nell’annata successiva…

Oscar Gattico: lo si trova ancora a spasso per qualche campo…

Paolo Vianoli: tanti anni con la divisa del’Arma…

Rodrigo Gaiardelli: oggi allenatore…

Gianni Calafiore: fu per tanti anni una colonna della difesa verbanese…

Danilo Bonazzi: quell’anno fu un po’ chiuso ma era un gran bel giocatore con tanto di esperienza al Milan primavera..

Luca Luoni: dopo l’infortunio tornerà in campo quasi due stagioni dopo…

Fausto Belli: una delle punte migliori mai viste a Verbania…

Ivano Conte: visse una grande annata, oggi zio di pallavolista…

Marco Livorno: anima dell’Accademia Verbania Calcio…

Nigel Mansell: la sua carriera terminerà nel 1995 ma dal 1992 un F1 fece solo qualche scampolo vincendo il titolo Indycar 1993…

Alain Prost: nel 1993 vincerà il suo quarto mondiale con la Williams Renault ritirandosi a fine stagione…

Stefano Merelli: a Verbania era il ‘sindaco’…

Franco Caracciolo: purtroppo è ricordato per un erroraccio nello spareggio dell’anno successivo, errore perché a Verbania fece bene…

Fabio Capello: il suo Milan di allora non perse mai…

Capitano Ultimo: a voglia a far film su di lui…

Giovanni Bagnalone: divenuto poi allenatore…

Augusto Begni: un mito della storia del calcio verbanese…

Gianmaria Ceglie: oggi gestisce una agenzia di marketing…

Carlo Gasparini: sarà poi anche presidente del Verbania

Osvaldo Palese: con l’Intra sfiorerà l’eccellenza…

DA LEGGERE ASCOLTANDO

Luca Carboni: “Ci vuole un fisico bestiale’

Pet Shop Boys: “Go West”

Freddie Mercury: “Living on my own”

Gianna Nannini/Jovanotti: “Radio Baccano”

Pink Floyd: “One of these dats”

Robin Zander: “In This Country (Over The Top soundtrack)”

il presidente Pierangelo Colombo consegna un premi all’inter in occasione della amichevole di fine stagione

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Carlo Pedroli

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